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Luna di miele e differenze generazionali: come cambia il viaggio di nozze secondo CartOrange

Un mercato solido, ma sempre meno uniforme. È questa l’immagine che emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio Viaggi di Nozze di CartOrange, che ha analizzato 1.133 viaggi di nozze realizzati nel 2025 per fotografare l’evoluzione di un segmento che continua a mantenere un forte valore simbolico, economico e culturale. Al centro dell’analisi, un elemento sempre più determinante: la variabile generazionale, che oggi ridefinisce tempi, budget, aspettative e modalità di viaggio degli sposi italiani. A cambiare è anche il significato attribuito a questa esperienza: non solo una celebrazione dopo il matrimonio, ma un progetto personale costruito su misura, capace di riflettere stili di vita e priorità diverse.

Tra le diverse generazioni i Millennial (1981-1996) si confermano protagonisti assoluti del mercato, rappresentando il 71% degli sposi in luna di miele. Seguono la Gen Z (1997-2012), in forte crescita e passata dall’8% del 2024 al 14%, la Gen X (1965-1980) con il 12% e i Baby Boomer (1945-1964), che rappresentano una nicchia del 3%. Dietro questi numeri emergono modi molto diversi di immaginare il viaggio, con differenti capacità di spesa: 

  • i Millennial continuano a preferire itinerari strutturati e organizzati, con una forte componente di tour e partenze concentrate soprattutto nei mesi estivi, con spese complessive mediamente basse, pari a 5.005 euro a persona;
  • la Gen Z, invece, sembra orientarsi verso formule più flessibili, personalizzate e dinamiche, come viaggi lunghi, combinazioni di esperienze differenti e maggiore attenzione al rapporto tra budget e qualità (spesa media di 4.608 euro a persona);
  • la Gen X distribuisce in modo omogeneo spesa (in media 5.751 euro a persona), durata e tipologia di esperienza, con partenze nel mese di giugno;
  • i Baby Boomer privilegiano partenze in periodi meno affollati, come aprile, con un’attenzione particolare al comfort e alla qualità dei servizi, registrando anche il livello di spesa più elevato (6.775 euro a persona).

Nel complesso, il mercato honeymoon si conferma stabile ma attraversato da segnali di evoluzione. Nel 2025 l’età media degli sposi è stata di 37 anni e la durata media del viaggio di 15 giorni, confermando la formula delle due settimane come modello prevalente. Sul fronte della spesa, però, emergono primi segnali di maggiore attenzione: se nel 2025 il budget medio si attestava a 5.090 euro a persona, le prime evidenze sul 2026 mostrano una lieve flessione a 5.023 euro, nonostante il generale aumento dei costi nel settore turistico. 

A influenzare il segmento contribuisce anche il contesto internazionale, caratterizzato da una persistente instabilità geopolitica che, secondo l’amministratore delegato e fondatore di CartOrange Giampaolo Romano, spinge molte coppie verso una maggiore prudenza nella pianificazione: se nel 2025 le coppie organizzavano il viaggio mediamente con 178 giorni di anticipo, le prime indicazioni per il 2026 suggeriscono una riduzione a 157 giorni.

In questo contesto la leva assicurativa, la riprotezione dei voli e la capacità di costruire itinerari alternativi diventano elementi centrali nella relazione con il cliente. Secondo Marco Ferrini, responsabile commerciale di CartOrange, il primo segnale è l’attenzione crescente alle coperture: “Il primo aspetto degno di nota in questo momento è che il cliente wedding è particolarmente interessato alle polizze assicurative omnicomprensive che inseriamo in ogni viaggio. Per quanto riguarda le destinazioni, il cliente desidera evitare in questo momento i Paesi del Golfo, principalmente per gli scali aerei. Non ci sono, al momento, nuove tendenze o indicazioni diverse rispetto a quanto richiesto prima dello scoppio del conflitto. L’aspetto positivo è che la domanda non è calata: la voglia di viaggiare e vivere un’esperienza unica rimane invariata”.

 

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