Vendita diretta, i risultati del primo Osservatorio a cura di Univendita: 9 incaricati su 10 apprezzano l’equilibrio tra vita privata e lavoro

Flessibilità, autonomia e valorizzazione dell’impegno sono tra i principali punti di forza del settore. L’indagine, condotta su circa 8.500 venditori, rileva anche la soddisfazione per i guadagni, le pari opportunità e il valore delle relazioni con i clienti.

Flessibilità nell’organizzazione del lavoro, possibilità di conciliare impegni professionali e vita privata e soddisfazione per l’attività svolta. Sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano l’esperienza di chi lavora nella vendita diretta. A raccontarli sono i dati del primo Osservatorio della vendita diretta, realizzato da Univendita in collaborazione con Mercurio Misura, storica società italiana di consulenza di direzione, formazione e ricerche di mercato, e risultato di una survey realizzata su un campione di circa 8.500 incaricati delle aziende associate a Univendita, che offre uno spaccato delle motivazioni, delle aspettative e delle prospettive di un comparto che coinvolge quasi 100mila persone in Italia.

Dalla rilevazione emerge innanzitutto il valore dell’equilibrio tra vita privata e lavoro: per oltre il 90% degli intervistati, il work-life balance e la gestione autonoma del tempo sono aspetti decisivi. L’86,5% apprezza la possibilità di modulare la propria attività nel tempo, mentre l’84,6% attribuisce importanza all’emancipazione economica.

Un quadro positivo si registra anche sul fronte dei guadagni: il 63,1% degli incaricati si dichiara soddisfatto dei compensi rispetto all’attività svolta, percentuale che sale al 73,2% tra gli under 25. La componente femminile rappresenta quasi il 90% degli incaricati alla vendita, e il 72,6% del campione ritiene che nel settore siano garantite pari opportunità di guadagno tra donne e uomini.

Un’attività flessibile, con prospettive di crescita

La vendita diretta si configura per molti come un’attività compatibile con altri impegni lavorativi: il 58,5% degli intervistati la svolge part time o come integrazione a un altro lavoro. Per il 23,2%, invece, rappresenta l’impegno professionale principale, una quota che raggiunge il 70% tra gli uomini.

Accanto alla flessibilità, emerge il ruolo della formazione e della crescita personale. Per i giovani fino a 25 anni, in particolare, l’opportunità di sviluppare competenze personali e professionali, comprese le soft skill relazionali, è la prima motivazione che li avvicina alla vendita diretta (40,6%).

Nel complesso, l’86,2% degli incaricati si sente valorizzato dall’attività svolta e il 91% si dichiara soddisfatto. Inoltre, quasi il 61% consiglierebbe questo lavoro ad altri. Anche la percezione del settore è positiva: l’82,3% considera la vendita diretta più soddisfacente, o almeno altrettanto soddisfacente, rispetto ad altre opportunità lavorative, una percentuale che supera l’88% tra gli under 25. Oltre l’80% dichiara inoltre di essere orgoglioso della propria attività.

A confermare la continuità del percorso professionale è la permanenza nel comparto: il 70,5% degli incaricati lavora nella vendita diretta da almeno quattro anni e il 53,8% da almeno sette. Tra gli over 55, quest’ultima percentuale supera il 70%, un dato che restituisce un’immagine del settore lontana dall’idea di un’attività occasionale e di breve durata.

Formazione e strumenti digitali al servizio del lavoro

La formazione offerta gratuitamente dalle aziende associate accompagna gli incaricati nello sviluppo delle competenze necessarie per svolgere la propria attività. Accanto alla conoscenza dei prodotti e alle tecniche di vendita, trovano spazio la comunicazione, il public speaking e le competenze relazionali. L’81,6% degli intervistati considera utile la formazione ricevuta e l’82,6% riconosce di averne tratto benefici per la propria crescita professionale. Sul fronte dell’educazione finanziaria, il 43,3% delle incaricate dichiara di aver ricevuto una formazione soddisfacente.

L’indagine evidenzia anche la capacità del comparto di integrare le nuove tecnologie nelle attività quotidiane: il 78% degli incaricati utilizza regolarmente o ogni giorno strumenti digitali, soprattutto smartphone e applicazioni messe a disposizione dalle aziende. Un segnale di come l’innovazione possa affiancare il lavoro senza sostituire la componente personale e umana che caratterizza il modello della vendita diretta.

La relazione con il cliente resta centrale

Il rapporto diretto con il consumatore si conferma uno degli elementi distintivi del settore: il 93,7% degli incaricati dichiara che con i clienti si instaura frequentemente una relazione di fiducia; l’81,9% ritiene che il consumatore apprezzi il contatto personale e l’79,9% mantiene i rapporti anche dopo la vendita. A testimoniare il valore di questo legame, l’84,5% afferma di rappresentare un punto di riferimento per i propri clienti.

“Questa importante e approfondita ricerca del primo Osservatorio di Univendita testimonia come la vendita diretta sia un settore etico e meritocratico, congeniale a chi desidera l’autonomia responsabile sul lavoro, a chi cerca flessibilità, occasioni di carriera e guadagni commisurati al merito”, dichiara Marta Gamba, Segretario Generale di Univendita.

“Al tempo stesso – continua Gamba – le donne, che sono la stragrande maggioranza degli addetti, apprezzano la gender equality economica, la flessibilità organizzativa che permette un work-life balance e la creatività relazionale. L’indagine mostra anche l’importanza degli strumenti digitali in un comparto che si muove al passo con i tempi, in cui però il rapporto personale con il cliente rimane insostituibile e fondamentale”.

Dall’Osservatorio Univendita emerge così il ritratto di un settore dinamico, capace di coniugare autonomia, formazione e innovazione con il valore delle relazioni umane, guardando alle trasformazioni del lavoro senza rinunciare alla centralità del rapporto personale con il cliente.

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