Il gender gap salariale si sta riducendo, ma c’è ancora tanta strada da fare per una parità sia formale che sostanziale delle retribuzioni. Senza dimenticare che la piena occupazione femminile rappresenta un driver irrinunciabile di crescita civile ed economica del Paese. Il recepimento nel nostro ordinamento delle nuove norme Ue è positivo, ma servono alcuni correttivi per rendere il provvedimento più efficace. Questa la posizione espressa oggi da Univendita durante l’audizione in commissione Lavoro della Camera, nell’ambito della discussione sullo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva sulla parità salariale tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore e i relativi meccanismi di applicazione.
“Le donne non dovrebbero mai essere costrette a scegliere tra famiglia e lavoro, tra cura degli affetti e affermazione professionale”, ha detto Ciro Sinatra, presidente di Univendita, nel corso del suo intervento, fornendo alcuni dati sulla presenza delle donne nelle aziende associate: “Nel nostro comparto la parità salariale è un dato di fatto, perché le provvigioni sono uguali per tutti. Dunque, contano solamente l’impegno, il talento e il merito. Inoltre, le nostre associate contano molte donne nei ruoli apicali e manageriali, in alcuni casi fino a due terzi del totale, e una presenza femminile decisamente preponderante nelle posizioni di leadership dei consulenti e della rete vendite (fino al 100% in alcune realtà). Senza dimenticare che, in media, il 90% della forza vendita è costituito da incaricate donne”.
“Si tratta – ha proseguito Sinatra – di un ambito professionale che, negli anni, ha offerto a molte lavoratrici opportunità di autonomia economica, flessibilità organizzativa e valorizzazione delle proprie competenze relazionali, diventando così, anche per la facilità di accesso, un modello particolarmente significativo di partecipazione femminile al mercato del lavoro”. Il Presidente di Univendita ha concluso il suo intervento ricordando che le aziende associate sono anche protagoniste di azioni di tutela e promozione delle prerogative femminili attraverso campagne di formazione e sensibilizzazione dedicate alla prevenzione della violenza di genere. “Siamo coscienti che il lavoro gioca un ruolo cruciale nel rafforzamento dell’indipendenza, dell’autostima e della consapevolezza di sé delle donne”.
“Riteniamo che il recepimento di questa direttiva vada visto come un’opportunità”, ha aggiunto Francesca Margarito, consigliera di Univendita, “un mercato del lavoro trasparente per noi è un mercato sicuramente più allettante per i talenti, che riduce le iniquità sociali. Tuttavia auspichiamo che le nuove norme siano accompagnate da una forte azione di formazione e da strumenti digitali semplificati. È indispensabile che lo Stato accompagni le imprese, soprattutto le PMI, fornendo delle linee guida inequivocabili”, ha aggiunto.
Univendita ha proposto l’introduzione di una premialità per le aziende che introducono volontariamente la certificazione di parità di genere, un incentivo che potrebbe essere di carattere fiscale sulla formazione continua. Rispetto al gap di almeno il 5% nella retribuzione tra uomini e donne a parità di impiego, soglia che secondo il decreto legislativo obbliga il datore ad avviare una valutazione con sindacati e Ispettorato nazionale del lavoro e a operare un’eventuale correzione entro sei mesi, l’Associazione ha suggerito che questo valore sia considerato in ogni caso un indicatore di alert per mettere in campo verifiche e controlli in azienda. Ha infine espresso apprezzamento per la previsione di fornire assistenza e formazione alle imprese con meno di 250 lavoratori per facilitare la compliance agli obblighi stabiliti dalla direttiva.