Direttiva sul lavoro su piattaforme digitali, Sinatra: bene la risposta del Governo all’interrogazione del Presidente Rizzetto, non si applicherà alle imprese che le utilizzano in maniera accessoria

Con riferimento alla definizione di piattaforma digitale, la direttiva cosiddetta PWD precisa espressamente, al considerando n. 20, che le piattaforme online che non organizzano il lavoro svolto dagli individui, ma forniscono semplicemente mezzi con cui i prestatori di servizi possono raggiungere l’utente finale, non dovrebbero essere considerate piattaforme di lavoro digitali. La definizione di piattaforma di lavoro digitale dovrebbe quindi essere limitata ai casi in cui l’organizzazione del lavoro svolto dagli individui costituisce una componente necessaria ed essenziale, e non solo una componente secondaria e puramente accessoria”. Questa la risposta fornita dalla viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci, durante il question time che si è svolto l’11 marzo scorso nella commissione Lavoro della Camera, all’interrogazione del presidente del gruppo di lavoro Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia che chiedeva chiarimenti sul recepimento della direttiva sul miglioramento delle condizioni di lavoro su piattaforme digitali con riferimento alla definizione di “piattaforma di lavoro digitale”, che a suo avviso rischiava di ricomprendere anche imprese il cui scopo principale è la vendita di beni o servizi e che utilizzano strumenti digitali esclusivamente in modo accessorio e strumentale rispetto al proprio core business, tra cui quello della vendita diretta

Il ministero del Lavoro, ha annunciato Bellucci, sta lavorando alla redazione dello schema di decreto legislativo di recepimento, assicurando che sarà orientato a garantire la tutela dei lavoratori realmente inseriti in modelli di organizzazione del lavoro tramite piattaforma digitale, ed evitando applicazioni estensive a realtà economiche estranee alla platform economy” (modello economico basato su piattaforme digitali online che mettono in contatto diversi gruppi di utenti, facilitando scambi di beni, servizi o informazioni). 

Accogliamo con favore gli ultimi orientamenti espressi dal governo che confermano quanto sosteniamo da tempo: la direttiva a tutela dei lavoratori su piattaforme digitali dovrà essere recepita delineando un perimetro di applicazione ben preciso”, ha commentato il Presidente di Univendita Ciro Sinatra. “Le nuove norme – ha aggiunto – devono proteggere le categorie di persone che effettivamente operano nella cosiddetta platform economy e sono dunque sottoposte agli algoritmi e all’automazione per quanto attiene all’organizzazione e alla valutazione del loro lavoro. Secondo il considerando 20 – ha sottolineato Sinatra – l’ambito di regolazione andrebbe circoscritto a quei sistemi nei quali la gestione del lavoro svolto dagli individui costituisce una componente essenziale e non meramente accessoria: su questo punto il ministero conforta la nostra posizione consolidata sul dossier”.

“Naturalmente continueremo a monitorare con attenzione il processo di recepimento della direttiva, auspicando che alla fine il legislatore tenga debitamente in conto le peculiarità di un comparto come il nostro, in cui le imprese mantengono un forte rapporto personale con i propri collaboratori e questi ultimi con la clientela finale lontano dalle logiche spersonalizzanti dei modelli organizzativi che la norma europea punta a regolare”, ha concluso Sinatra.

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