Just Italia: un altro anno all’insegna dell’impegno sociale

Grande successo per l’iniziativa benefica 2011 sostenuta da Just Italia attraverso la propria Fondazione onlus

L’impegno socia­le di Just Ita­lia è una scel­ta di respon­sa­bi­li­tà: lo dimo­stra in par­ti­co­la­re l’attività di Fon­da­zio­ne Just Ita­lia, nata sen­za fini di lucro nel 2008 su ini­zia­ti­va del Con­si­glio Diret­ti­vo dell’Azienda che, attra­ver­so di essa, vuo­le espri­me­re la volon­tà con­cre­ta di agi­re per un mon­do miglio­re. Una volon­tà che ogni anno si tra­du­ce nell’adesione a diver­si pro­get­ti di soli­da­rie­tà: nel 2011 Just Ita­lia ha scel­to di soste­ne­re, attra­ver­so Fon­da­zio­ne Just Ita­lia, un inno­va­ti­vo stu­dio cli­ni­co del Cen­tro di Ricer­ca Tet­ta­man­ti di Mon­za sul­la Leu­ce­mia Lin­fo­bla­sti­ca Acu­ta infan­ti­le.

«I nostri 16.500 inca­ri­ca­ti alla ven­di­ta diret­ta si sono impe­gna­ti a ren­de­re pos­si­bi­le, attra­ver­so la Ven­di­ta Spe­cia­le del mini­set bene­fi­co “Libe­ra Le Ali” atti­va da mar­zo a mag­gio 2011, una stra­te­gia di cura all’avanguardia mon­dia­le in ambi­to pedia­tri­co. Il loro lavo­ro è sta­to pre­mia­to da un suc­ces­so che ha dav­ve­ro supe­ra­to ogni aspet­ta­ti­va», spie­ga Mar­co Sal­va­to­ri, Pre­si­den­te di Fon­da­zio­ne Just Ita­lia e Vice­pre­si­den­te e Diret­to­re Gene­ra­le di Just Ita­lia. «Il pub­bli­co infat­ti ha rispo­sto con ecce­zio­na­le entu­sia­smo, al pun­to che i mini­set sono sta­ti ven­du­ti in tem­pi da pri­ma­to e il finan­zia­men­to di 200 mila euro ini­zial­men­te pre­vi­sto è sta­to ampia­men­te oltre­pas­sa­to».

Un impor­to record di ben 285 mila euro: ecco l’ottima rispo­sta all’iniziativa intra­pre­sa da Just Ita­lia attra­ver­so la pro­pria Fon­da­zio­ne. Nel­le paro­le di Mar­co Sal­va­to­ri, «l’impegno socia­le è un aspet­to fon­da­men­ta­le dell’attività quo­ti­dia­na e soprat­tut­to dell’identità azien­da­le di Just Ita­lia. Ed è quel­lo che, con nostra gran­de sod­di­sfa­zio­ne, un fol­tis­si­mo pub­bli­co ha dimo­stra­to una vol­ta di più di per­ce­pi­re, apprez­za­re e con­di­vi­de­re».