Il 2015 segna un fatturato record di Univendita a +7,5%

L’anno si è chiuso con il più alto incremento di sempre

Uni­ven­di­ta chiu­de il 2015 con un fat­tu­ra­to del­le impre­se asso­cia­te pari a 1 miliar­do e 602 milio­ni di euro, con un incre­men­to del 7,5% rispet­to al 2014. Dal­la fon­da­zio­ne dell’associazione, nel 2010, l’anno appe­na con­clu­so è sta­to non sol­tan­to il sesto eser­ci­zio con­se­cu­ti­vo di cre­sci­ta ma anche quel­lo che ha mes­so a segno l’incremento più signi­fi­ca­ti­vo.

Nel det­ta­glio, il com­par­to più dina­mi­co è sta­to quel­lo dei “beni dure­vo­li casa” che, con un incre­men­to del 12,2% e una quo­ta di mer­ca­to del 60%, si con­fer­ma il com­par­to di mag­gior rilie­vo del­la ven­di­ta a domi­ci­lio. A segui­re, “ali­men­ta­ri e beni di con­su­mo” (+8,1%) e “altri beni e ser­vi­zi” (+1,2%). Chiu­de “cosme­si e cura del cor­po” con una fles­sio­ne del 4,9%.

Sul fron­te occu­pa­zio­na­le, i ven­di­to­ri a domi­ci­lio sono oltre 153.000, in cre­sci­ta del­lo 0,2% rispet­to al 2014, con una com­po­nen­te fem­mi­ni­le pari al 93% a signi­fi­ca­re che le esi­gen­ze di fles­si­bi­li­tà richie­ste dal­le lavo­ra­tri­ci tro­va­no ade­gua­ta rispo­sta nel model­lo orga­niz­za­ti­vo offer­to dal­le azien­de di ven­di­ta a domi­ci­lio.

La per­for­man­ce di Uni­ven­di­ta è ampia­men­te posi­ti­va se para­go­na­ta al com­mer­cio fis­so al det­ta­glio che segna nel 2015 un aumen­to del­lo 0,7% sul 2014 (dati Istat) dopo quat­tro anni di calo con­se­cu­ti­vi, con varia­zio­ni posi­ti­ve sia per i pro­dot­ti ali­men­ta­ri che per quel­li non ali­men­ta­ri (rispet­ti­va­men­te +1,3% e +0,5%). In par­ti­co­la­re le ven­di­te del­la gran­de distri­bu­zio­ne sono aumen­ta­te dell’1,5%, in misu­ra mol­to mag­gio­re rispet­to ai pic­co­li eser­ci­zi com­mer­cia­li (+0,1%). Anche l’Indi­ca­to­re dei Con­su­mi Con­f­com­mer­cio (ICC) è cre­sciu­to nel 2015 dell’1,6% su base annua: è il pri­mo segno posi­ti­vo dopo otto anni nega­ti­vi. Fra gli altri indi­ca­to­ri a livel­lo macroe­co­no­mi­co, nel 2015 il Pil è tor­na­to posi­ti­vo, in cre­sci­ta del­lo 0,8%, men­tre il tas­so di infla­zio­ne ral­len­ta anco­ra por­tan­do­si a +0,1% da +0,2% del 2014.

La ven­di­ta a domi­ci­lio con­fer­ma il suo ruo­lo di trai­no nel set­to­re del com­mer­cio, che nel 2015 ha regi­stra­to final­men­te alcu­ni timi­di segna­li di ripre­sa. E’ signi­fi­ca­ti­vo come la nostra cre­sci­ta record si inqua­dri in una fase di debo­le ripre­sa dei con­su­mi, tor­na­ti a cre­sce­re per la pri­ma vol­ta dopo quat­tro anni con­se­cu­ti­vi di calo. Que­sto dimo­stra la vali­di­tà del­la for­mu­la del­la ven­di­ta a domi­ci­lio di eccel­len­za basa­ta sul­la qua­li­tà dei pro­dot­ti, la pro­fes­sio­na­li­tà dei ven­di­to­ri e la per­so­na­liz­za­zio­ne dell’offerta: tre ele­men­ti che con­sen­to­no al clien­te di vive­re una shop­ping expe­rien­ce coin­vol­gen­te che lo ren­de pro­ta­go­ni­sta del­la scel­ta com­piu­ta.