Roma, 30 aprile – “La difesa del lavoro e della sua dignità come motore di realizzazione e di promozione sociale dell’individuo è ormai sempre più connessa alla centralità della persona, un principio che dobbiamo difendere e valorizzare di fronte alla tumultuosa innovazione tecnologica che sta cambiando il panorama occupazionale in tutti i settori”. Lo dice Marta Gamba, segretario generale di Univendita-Confcommercio, la più importante associazione della vendita diretta in Italia.
Il comparto vale nella Penisola oltre 3 miliardi di euro di fatturato e occupa più di 500mila addetti, di cui quasi il 90% è di genere femminile. Le aziende associate a Univendita rappresentano circa la metà dei ricavi e contano oltre 136mila incaricati. Di essi, ancora, il 90% è donna, mentre il 52% della forza vendita in rosa ricopre ruoli manageriali (ad esempio capo area, capo gruppo o team leader). Infine, il 76% dei lavoratori dipendenti delle imprese associate è di genere femminile. A livello mondiale, invece, il settore della vendita diretta ha fatturato 164 miliardi di dollari nel 2024, con 104 milioni di addetti, di cui il 72% donne, secondo i dati più recenti della World Federation Direct Selling Association (Wfdsa).
“Accogliamo con favore il tentativo del governo, con il decreto Lavoro, di rafforzare il cosiddetto ‘salario equo’ e di allargare l’occupazione femminile. In un Paese come l’Italia che, malgrado i progressi degli ultimi anni, è ancora in fondo alle classifiche delle nazioni avanzate per la partecipazione delle donne al lavoro, il nostro comparto continua a esaltare la creatività e le qualità relazionali tipicamente femminili, che rappresentano un valore aggiunto imprescindibile per le nostre imprese. Oltre al fatto che il settore garantisce emolumenti vincolati al merito e all’impegno, senza alcun gender pay gap”, prosegue Gamba.
“La vendita diretta continua in ogni caso a tenere al centro il fattore umano, a partire dal rapporto diretto e personale tra incaricato e cliente: un patrimonio di conoscenze, sentimenti e passioni – conclude il segretario generale Univendita – che la rivoluzione tecnologica, a partire dall’intelligenza artificiale, può certamente integrare e arricchire, ma che non potrà mai sostituire”.