Lavoro, Univendita-Confcommercio: bene norme ue su parità salariale, ma servono correttivi

Roma, 11 marzo – Il gender gap salariale si sta riducendo, ma c’è ancora tanta strada da fare per una parità sia formale che sostanziale delle retribuzioni. Senza dimenticare che la piena occupazione femminile rappresenta un driver irrinunciabile di crescita civile ed economica del Paese. Il recepimento nel nostro ordinamento delle nuove norme Ue è positivo, ma servono alcuni correttivi per rendere il provvedimento più efficace. È in sintesi la posizione espressa oggi da Univendita-Confcommercio, la maggiore associazione della vendita diretta in Italia, durante l’audizione in commissione Lavoro della Camera, nell’ambito della discussione sullo schema di decreto legislativo che deve recepire la direttiva Ue 970 del 2023 sulla trasparenza salariale e la parità retributiva tra donne e uomini.

Univendita propone ad esempio l’introduzione di una premialità per le aziende che introducono volontariamente la certificazione di parità di genere, un incentivo che potrebbe essere di carattere fiscale sulla formazione continua. Rispetto all’eventuale gap di almeno il 5% nella retribuzione tra uomini e donne appartenenti alla stessa categoria aziendale, soglia che secondo la norma Ue obbliga il datore ad avviare una valutazione con sindacati e Ispettorato nazionale del lavoro e a operare un’eventuale correzione entro sei mesi, Univendita suggerisce che questo valore sia considerato un indicatore di alert per mettere in campo verifiche in azienda. Infine l’associazione esprime apprezzamento per la previsione di fornire assistenza e formazione alle imprese con meno di 250 lavoratori per facilitare la compliance agli obblighi stabiliti dalla direttiva.

“Le donne non dovrebbero mai essere costrette a scegliere tra famiglia e lavoro, tra cura degli affetti e affermazione professionale”, commenta Ciro Sinatra, presidente di Univendita. “Nel nostro comparto la parità salariale è un dato di fatto, perché le provvigioni sono uguali per tutti. Dunque, contano solamente l’impegno, il talento e il merito”. Le aziende associate a Univendita vantano molte donne nei ruoli apicali e manageriali (in alcuni casi fino a due terzi del totale) e una presenza al femminile decisamente preponderante nelle posizioni di leadership dei consulenti e della rete vendite (fino al 100% in alcune realtà). Senza dimenticare che, in media, il 90% degli incaricati alla vendita è costituito da donne.

“Si tratta di un ambito professionale che, negli anni, ha offerto a molte lavoratrici opportunità di autonomia economica, flessibilità organizzativa e valorizzazione delle proprie competenze relazionali, diventando così, anche per la facilità di accesso, un modello particolarmente significativo di partecipazione femminile al mercato del lavoro. Sappiamo – prosegue Sinatra – quanto l’autonomia finanziaria sia centrale nella riduzione della dipendenza economica e persino psicologica dal partner. Tutte le indagini sul settore, anche a livello europeo, hanno certificato un’ampia soddisfazione delle donne per questo genere di impiego”. Il presidente Univendita conclude: “Sia l’associazione che le aziende associate sono anche protagoniste di azioni di tutela e promozione delle prerogative femminili attraverso campagne di formazione e sensibilizzazione dedicate alla prevenzione della violenza di genere. Siamo coscienti che il lavoro gioca un ruolo cruciale nel rafforzamento dell’indipendenza, dell’autostima e della consapevolezza di sé delle donne”.

 

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