Le imprese associate a Univendita hanno chiuso il 2025 con un fatturato di 1,6 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, e contano oltre 136mila incaricati alla vendita, ai quali si aggiungono più di 2.400 agenti di commercio. Particolarmente significativa è la presenza femminile, che rappresenta oltre l’88% degli incaricati. Sono alcuni dei dati contenuti nel Primo Rapporto sul Commercio in Italia realizzato da Confcommercio, che dedica una sezione specifica alla vendita diretta, messa a punto sulla base dei dati forniti dall’Associazione.
A trainare i risultati delle imprese associate sono soprattutto i beni durevoli per la casa, che rappresentano quasi la metà del fatturato e nel 2025 hanno registrato un incremento delle vendite del 12% rispetto al 2024. Positivo anche l’andamento dei prodotti alimentari e nutrizionali e dei prodotti tessili.
Il Rapporto di Confcommercio colloca questi risultati all’interno di un quadro più ampio del settore. Nel complesso, la vendita diretta in Italia genera un fatturato annuo di circa 3 miliardi di euro e coinvolge oltre 500mila incaricati, confermandosi una componente significativa del sistema distributivo nazionale.
Più in generale, nel 2025 il commercio al dettaglio italiano conta 1,87 milioni di addetti, l’1,8% in meno rispetto al 2018. A fronte di una sostanziale stabilità del commercio in sede fissa – supermercati e negozi –, che registra una flessione dello 0,6%, e di una riduzione del 25,3% degli addetti del commercio ambulante, crescono invece i canali distributivi alternativi al negozio fisico.
Gli addetti dei canali che comprendono e-commerce, vendita porta a porta e distributori automatici sono infatti aumentati del 7,9% rispetto al 2018, raggiungendo nel 2025 quota 62.649, pari al 3,3% del totale degli occupati nel commercio al dettaglio. La categoria comprende le attività svolte al di fuori dei negozi attraverso internet, vendita porta a porta, televendite e distributori automatici.
A confermare il dinamismo di questi canali è anche il fatturato medio per addetto, passato tra il 2018 e il 2025 da 267mila a 351mila euro, con un incremento del 31,5%, superiore al +27,9% registrato complessivamente dal commercio al dettaglio. Nel 2025 il valore risulta inoltre nettamente superiore alla media del commercio al dettaglio in sede fissa, pari a 223mila euro per addetto.
I dati raccolti da Confcommercio evidenziano così la crescente rilevanza dei modelli distributivi alternativi al punto vendita tradizionale e, all’interno di questa evoluzione, il ruolo della vendita diretta, capace di integrare il rapporto personale con il cliente con le opportunità offerte dai nuovi strumenti digitali.
“Questo importante rapporto certifica il successo di un modello di business che ha saputo trarre nuova linfa persino da momenti storici difficili come il Covid e che interpreta con spirito di innovazione la transizione tecnologica”, ha commentato il Presidente Ciro Sinatra. “Le nostre imprese – ha aggiunto – affiancano i nuovi strumenti della comunicazione digitale al tradizionale principio del rapporto diretto e fiduciario tra venditore e cliente. Una relazione che aggiunge valore alla qualità e alla storia dei nostri marchi”.