Primo Maggio: difendere il lavoro significa tenere al centro il fattore umano

La tutela del lavoro e della sua dignità come motore di realizzazione e di promozione sociale dell’individuo. Questo il principio che Univendita difende di fronte alle sfide poste dall’innovazione tecnologica, che sta cambiando il panorama occupazionale in tutti i settori. In occasione della Festa del Lavoro, il segretario generale Marta Gamba sottolinea come la vendita diretta  continui a tenere al centro il fattore umano, “a partire dal rapporto diretto e personale tra incaricato e cliente: un patrimonio di conoscenze, sentimenti e passioni che la rivoluzione tecnologica, a partire dall’intelligenza artificiale, può certamente integrare e arricchire, ma che non potrà mai sostituire”.

Il settore della vendita diretta vale in Italia oltre 3 miliardi di euro di fatturato e occupa più di 500mila addetti. La percentuale femminile raggiunge il 90% sia rispetto al dato complessivo, sia rispetto a quello relativo alla aziende associate a Univendita – che esprimono complessivamente la metà dei ricavi totali del comparto – dove gli incaricati sono 140mila. In Univendita, inoltre, il 52% della forza vendita di sesso femminile ricopre ruoli manageriali (ad esempio capo area, capo gruppo o team leader). A livello mondiale, invece, il settore della vendita diretta ha fatturato 164 miliardi di dollari nel 2024, con 104 milioni di addetti, di cui il 72% donne, secondo i dati più recenti della World Federation Direct Selling Association (Wfdsa).

“Accogliamo con favore il tentativo del governo, con il decreto Lavoro, di rafforzare il cosiddetto ‘salario equo’ e di allargare l’occupazione femminile. In un Paese come l’Italia che, malgrado i progressi degli ultimi anni, è ancora in fondo alle classifiche delle nazioni avanzate per la partecipazione delle donne al lavoro, il nostro comparto continua a esaltare la creatività e le qualità relazionali tipicamente femminili, che rappresentano un valore aggiunto imprescindibile per le nostre imprese. Oltre al fatto che il settore garantisce emolumenti vincolati al merito e all’impegno, senza alcun gender pay gap”, conclude Gamba. 

 

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