Lavoro, Univendita-Confcommercio: bene ministero su perimetro norme UE per piattaforme digitali

Roma, 12 marzo – “Accogliamo con favore gli ultimi orientamenti espressi dal governo che confermano quanto sosteniamo da tempo: la direttiva Ue 2831 del 2024 a tutela dei lavoratori su piattaforme digitali dovrà essere recepita delineando un perimetro di applicazione ben preciso”. Lo commenta Ciro Sinatra, presidente di Univendita-Confcommercio, la principale associazione della vendita diretta in Italia, a proposito della risposta giunta ieri dal ministero del Lavoro all’interrogazione presentata da Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera.
Sinatra aggiunge: “Le nuove norme devono proteggere le categorie di persone che effettivamente operano nella cosiddetta platform economy e sono dunque sottoposte agli algoritmi e all’automazione per quanto attiene all’organizzazione e alla valutazione del loro lavoro. La viceministra Maria Teresa Bellucci ha spiegato chiaramente che le piattaforme online che forniscono semplicemente mezzi con cui i prestatori di servizi possono raggiungere l’utente finale non dovrebbero essere considerate piattaforme di lavoro digitali, facendo riferimento al considerando 20 della direttiva. Al tempo stesso, sempre secondo il considerando 20 – prosegue Sinatra – l’ambito di regolazione andrebbe circoscritto a quei sistemi nei quali il management del lavoro svolto dagli individui costituisce una componente essenziale e non meramente accessoria: su questo punto il ministero conforta la nostra posizione consolidata sul dossier”.
“Bellucci ha esplicitato chiaramente l’obiettivo di evitare applicazioni estensive a realtà economiche estranee e ciò non può che trovare il nostro plauso. Naturalmente continueremo a monitorare con attenzione il processo di recepimento della direttiva, auspicando che alla fine il legislatore tenga debitamente in conto le peculiarità di un comparto come il nostro, in cui le imprese mantengono un forte rapporto personale con i propri collaboratori e questi ultimi con la clientela finale – conclude il presidente Univendita – lontano dalle logiche spersonalizzanti dei modelli organizzativi che la norma europea punta a regolare”.

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