“La vendita diretta è una opportunità concreta di empowerment per le donne, oltre che una forma di contrasto alla violenza economica perché è una professione alla quale possono accedere tutte, senza la necessità di avere un titolo di studio specifico o attitudini particolari, ed è flessibile: ciascuna può organizzare in maniera autonoma la propria agenda, permettendo una workbalance tra vita professionale e privata”. Lo ha detto il segretario generale di Univendita Marta Gamba, aprendo l’audizione che si è svolta il 13 gennaio a Palazzo San Macuto davanti alla Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio, “una delle ultime che svolgerà il gruppo di lavoro – ha spiegato la presidente Martina Semenzato, afferente al gruppo parlamentare Noi Moderati – poiché l’inchiesta è in dirittura d’arrivo e la prossima settimana contiamo di pubblicare il documento conclusivo“.
I target delle incaricate – ha evidenziato il segretario generale dell’Associazione – è molto ampio, essendo composto da studentesse che non vogliono pesare sul bilancio familiare; casalinghe che intendono ottenere autonomia rispetto ai guadagni del coniuge; donne che hanno un lavoro part-time e che grazie alla vendita diretta riescono ad aumentare le proprie entrate, oppure che lasciano un’occupazione full-time perché in cerca di una lavoro che consenta loro di bilanciare la vita professionale e quella lavorativa che altri contesti lavorativi non possono garantire”.
Secondo Marta Gamba “questo è un modello di business in cui i guadagni sono proporzionati al tempo che ciascuna decide di dedicare al lavoro, e che garantisce una reale parità salariale: le provvigioni sono uguali per tutti, donne e uomini, e tutti hanno le stesse opportunità di carriera”. Consente inoltre lo sviluppo di competenze: ogni azienda associata garantisce formazione continua e gratuita attraverso i corsi offerti ai propri incaricati su public speaking, gestione del cliente, comunicazione, tecniche di vendita, educazione finanziaria“.
Nel ripercorrere le attività dell’associazione dalla sua fondazione, nel 2010, ha quindi sottolineato che la compongono quattordici tra le maggiori aziende di vendita diretta, che rappresentano circa il 60% dell’intero comparto e nel primo semestre del 2025 ha realizzato un fatturato di 730,5 milioni di euro, potendo contare su circa 126mila addetti e 3mila agenti.
La testimonianza di una delle imprese associate è stata affidata all’intervento di Francesca Margarito, componente del consiglio direttivo di Univendita e legal e public affair manager di Vorwerk Italia: “un’azienda – ha detto – che condivide in pieno i valori dell’Associazione con un’attenzione particolare alla parità di genere. Lo testimonia innanzitutto il fatto che la leadership è affidata a una donna, e che da tempo sono state messe in campo importanti iniziative per sensibilizzare sul problema della discriminazione di genere sul luogo di lavoro”. Vorwerk, secondo Margarito, “offre una reale equiparazione anche dal punto di vista economico, per garantire parità di guadagni e nell’individuazione dei talenti”. “In un contesto nel quale in Europa il divario salariale tra uomini e donne è del 16% – ha evidenziato – cerchiamo di essere un esempio positivo per far sì che non vi siano più differenze in tal senso”.
“L’attenzione alla parità di genere – ha spiegato ancora la consigliera di Univendita – si concentra anche sulla forza vendita: nella divisione Bimby lavorano più di 19mila persone, di cui quasi il 90% è donna. Molte di loro si avvicinano alla attività principalmente perché desiderano avere il prodotto, e anche questo garantisce una certa autonomia, ma dopo questo primo approccio, spesso l’attività si trasforma in una vera passione per la professione, grazie alla quale le nostre incaricate acquisiscono la consapevolezza di un’attitudine che magari non sapeva di avere: chi oggi ha un ruolo rilevante in Vorwerk, comprese le due direttrici vendita, ha iniziato la sua carriera come incaricata alla vendita“.
“Un altro elemento importantissimo – ha aggiunto Margarito – è la rete di relazioni e supporto reciproco, che aiuta le donne a trovare un proprio posto nel mondo del lavoro”. “Il tutto – ha concluso – si traduce anche in alcune collaborazioni importanti a sostegno delle donne, come quella che negli ultimi due anni abbiamo avuto con Komen Italia. Attraverso questa associazione, Bimby ha partecipato con le proprie incaricate alla Race for the Cure, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in tutte le tappe di Roma, Bari, Bologna, Brescia e Matera”.
“La parità di genere non è uno slogan ma un dovere, un’opportunità e una necessità, perché le aziende associate vivono della collaborazione delle persone e circa il 90% del personale che si occupa della vendita diretta in Italia è donna“, ha detto il presidente di Univendita Ciro Sinatra concludendo l’audizione. “È un’occasione importante per raccontare cosa si fa concretamente nelle aziende di vendita diretta per favorire lo sviluppo professionale delle donne e il tentativo di raggiungere una reale parità di genere”, ha proseguito Sinatra ringraziando i membri della Commissione e la presidente Martina Semenzato, la quale ha garantito che il contributo fornito da Univendita sarà fondamentale nella redazione del documento conclusivo. Sinatra, così come il segretario generale durante il suo intervento, ha voluto ricordare che “per aderire all’Associazione bisogna sottoscrivere e quindi seguire un codice etico e una carta dei valori, che assicurano la piena tutela sia dei clienti, sia dei venditori.
Si è infine tenuto un dibattito con alcune componenti del gruppo di lavoro: oltre alla presidente Semenzato, sono intervenute le deputate Luana Zanella (di Avs), che ha chiesto come si traduce concretamente la ricerca delle pari opportunità e del contrasto alla violenza di genere per le aziende associate, e Sara Ferrari (del PD), interessata a come si svolge la formazione che le aziende garantiscono ai propri incaricati.