Consumatori, Univendita (Confcommercio): grave errore del governo su diritto di recesso

ROMA, 24 febbraio – “Il governo ha commesso un grave errore. Non ha tenuto conto delle precise indicazioni della direttiva europea, non ha tenuto conto delle ragioni di un comparto da quasi 4 miliardi di euro di fatturato annuo, che occupa oltre 500mila persone. E non ha tenuto conto di argomenti di normale buonsenso”. Così in una nota Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la maggiore associazione della vendita diretta a domicilio, aderente a Confcommercio, a proposito del varo nel Cdm di ieri del decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue del 2019 sulla protezione dei consumatori. “L’estensione del diritto di recesso da 14 a 30 giorni per tutte le vendite su appuntamento non richiesto dal cliente, e non soltanto per quelle effettuate ricorrendo a pratiche commerciali aggressive o ingannevoli, non solo ignora l’espressa previsione della direttiva, ma si traduce in un’inaccettabile discriminazione di un intero settore. Uno schiaffo immeritato a chi produce lavoro e ricchezza. Valori che dovrebbero essere cari all’attuale esecutivo”, chiosa Sinatra. “Come associazione a questo punto non potremo che sostenere le nostre aziende nei casi in cui dovesse essere sollevata la questione di legittimità costituzionale rispetto a una norma del tutto errata e irragionevole. Il decreto – conclude il presidente Univendita – tra l’altro ignora il commercio online, tutt’altro che esente da rischi e trappole per i consumatori, mentre non esita a criminalizzare a prescindere un comparto che invece fonda le sue fortune sul rapporto diretto e sulla fiducia tra venditore e cliente“.

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