Fatturato raddoppiato dal 2010

                      (Nella foto i soci fondatori al momento della costituzione di Univendta)                

                   Nata il 16 settembre 2010, l'Associazione fa il bilancio dei primi 5 anni di attivtà
  
   Un raddoppio secco del fatturato associativo nel giro di cinque anni: se Univendita, nel 2010, superava gli 823 milioni di euro, nel 2015 prevede di chiudere con vendite intorno a 1,6 miliardi di euro. Fondata il 16 settembre 2010 da sette primarie aziende (Tupperware Italia, Vorwerk Folletto, Just Italia, Vorwerk Contempora, Cartorange, Jafra Cosmetics e Dalmesse Italia)
con l’intento di rappresentare l’eccellenza della vendita a domicilio, Univendita, diventata la maggior associazione del settore, spegne cinque candeline e fa un bilancio dei primi anni di attività. Per il presidente Ciro Sinatra fondare questa associazione è stata una scommessa vincente perché alla base c’è una proposta di valore: per Univendita la vendita a domicilio deve essere sostenibile, ossia deve portare vantaggi a tutte e tre le parti coinvolte, il consumatore, il venditore e l’azienda. E a dimostrare che la strada scelta è quella giusta, oltre al raddoppio del fatturato, c’è da registrare l’aumento delle aziende associate, passate dalle sette della fondazione alle sedici attuali.

   Stando ancora alle cifre da sottolineare il balzo del numero di occupati, passato dai 55mila del 2010 agli attuali 137mila. Ma l’attività di Univendita non si esaurisce nei numeri; in questi anni l’associazione ha svolto indagini sul settore per approfondire aspetti relativi al comportamento dei consumatori, all’attività dei venditori e, in collaborazione con la Cattedra di Sociologia del Lavoro dell’Università Sapienza di Roma, ha condotto un’indagine sul lavoro femminile nella vendita diretta a domicilio.

   Univendita è intervenuta a livello istituzionale su questioni di primaria importanza per il comparto della vendita a domicilio quali l’attuazione della direttiva europea sui diritti dei consumatori, quella sui servizi nel mercato interno e la riforma Fornero del mercato del lavoro in merito alle prestazioni rese dai titolari di partita Iva. Sono da segnalare anche la battaglia vittoriosa contro il tentativo di depenalizzare le vendite piramidali (impedendo che queste odiose forme di raggiro passassero da reato punibile con la reclusione fino ad un anno a semplice illecito amministrativo) e le iniziative contro le ordinanze comunali (in seguito tutte ritirate) volte a circoscrivere illegittimamente la possibilità di effettuare vendite a domicilio.

 Questi cinque anni sono stati caratterizzati da una crisi che ha ridotto in modo significativo i consumi conpesanti conseguenze sui canali di vendita più tradizionali, ossia grande distribuzione e piccoli esercizi commerciali. In questo quadro la vendita a domicilio ha dimostrato la propria natura anticiclica con una crescita continua e costante; una tendenza che trova una valida spiegazione nelle persone. Le aziende Univendita sanno infatti valorizzare appieno i propri venditori e, grazie al rapporto diretto di questi con il cliente finale, riescono ad avere una conoscenza più approfondita delle esigenze dei consumatori.