Nella vendita diretta lavorare non stanca

indagine dell’Università Sapienza commissionata da Univendita

Qui il lavo­ro dipen­de da te”, “Ho tro­va­to il lavo­ro che fa per me. Non avrei mai potu­to fini­re la mia vita die­tro una scri­va­nia!” “Il bel­lo è che que­sto lavo­ro è una sco­per­ta con­ti­nua”: sono fra­si di ven­di­to­ri inter­vi­sta­ti dai ricer­ca­to­ri del Dipar­ti­men­to di Scien­ze socia­li ed eco­no­mi­che dell’Università Roma Sapien­za per l’indagine dal tito­lo “Nel­la ven­di­ta diret­ta lavo­ra­re non stan­ca”. Il lavo­ro, rea­liz­za­to dal pro­fes­sor Dome­ni­co Car­rie­ri e dal­la dot­to­res­sa Maria Con­cet­ta Ambra, com­mis­sio­na­to da Uni­ven­di­ta (la mag­gio­re asso­cia­zio­ne ita­lia­na del set­to­re) e pre­sen­ta­to il 20 gen­na­io a Mila­no, ha appro­fon­di­to ten­den­ze e indi­vi­dua­to pro­spet­ti­ve del­la ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio. Fra­si come quel­le cita­te rive­la­no il moven­te più for­te che ani­ma i ven­di­to­ri e alla base del suc­ces­so del­la ven­di­ta diret­ta: «il lavo­ro –affer­ma Car­rie­ri– non li stan­ca per­ché que­sti pro­fes­sio­ni­sti sono dota­ti, in linea gene­ra­le, di una spin­ta moti­va­zio­na­le che ne esal­ta l’impegno e la voglia di fare, met­ten­do sul­lo sfon­do i pro­ble­mi che potreb­be­ro con­di­zio­nar­ne l’intensità». L’indagine, di natu­ra qua­li­ta­ti­va, con­dot­ta fra giu­gno e set­tem­bre 2014, ha appro­fon­di­to la cono­scen­za del­le con­di­zio­ni di lavo­ro degli inca­ri­ca­ti alla ven­di­ta a domi­ci­lio del­le azien­de asso­cia­te Uni­ven­di­ta. Il lavo­ro par­te dall’indagine quan­ti­ta­ti­va rea­liz­za­ta da Uni­ven­di­ta nel 2012 e foca­liz­za­ta sul­la sod­di­sfa­zio­ne dei ven­di­to­ri; l’80% di loro si dichia­rò sod­di­sfat­to.

Con que­sta inda­gi­ne, dai nume­ri si tor­na alle per­so­ne, quin­di a tra­dur­re le per­cen­tua­li in moti­vi di sod­di­sfa­zio­ne. «Dall’indagine del 2012 sono emer­si ele­men­ti inte­res­san­ti che smen­ti­sco­no mol­ti luo­ghi comu­ni sul­la pro­fes­sio­ne del ven­di­to­re a domi­ci­lio e che abbia­mo rite­nu­to di appro­fon­di­re –spie­ga il pre­si­den­te di Uni­ven­di­ta Ciro Sina­tra–. Vole­va­mo spie­ga­re i risul­ta­ti con­se­gui­ti dal­la ven­di­ta diret­ta in anni di cri­si e con­tra­zio­ne dei con­su­mi. La ricer­ca dimo­stra che i ven­di­to­ri sono sod­di­sfat­ti del­la loro pro­fes­sio­ne per­ché è meri­to­cra­ti­ca, fles­si­bi­le in base alle esi­gen­ze di ognu­no e per­met­te di orga­niz­zar­si in auto­no­mia. Per mol­te don­ne, inol­tre, rap­pre­sen­ta la qua­dra­tu­ra del cer­chio fra fami­glia e lavo­ro».

La ricer­ca è sta­ta con­dot­ta con inter­vi­ste e focus group su un cam­pio­ne ragio­na­to di ven­di­to­ri (in pri­mo luo­go del­le don­ne lavo­ra­tri­ci, l’88% del­la for­za ven­di­ta) del­le azien­de asso­cia­te Uni­ven­di­ta.

Ecco i pun­ti salien­ti:

Sod­di­sfat­ti, quin­di moti­va­ti e mai stan­chi. La ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio è una for­mu­la con van­tag­gi reci­pro­ci per azien­da e lavo­ra­to­ri
Il che si tra­du­ce in:
— ora­ri di lavo­ro oltre i tem­pi “for­ma­li” e sen­za accor­ger­se­ne
— for­te moti­va­zio­ne a non accon­ten­tar­si mai
— biso­gno di rea­liz­zar­si attra­ver­so il lavo­ro (quel­lo che si fa pia­ce e il plus che si fa lo si fa sul­le ali dell’entusiasmo)

 Un set­to­re otti­mi­sta e meri­to­cra­ti­co
— nono­stan­te la cri­si, il set­to­re tie­ne e miglio­ra offren­do oppor­tu­ni­tà impre­vi­ste a chi ha per­so le sicu­rez­ze pre­ce­den­ti
— tut­ti (il 100%) pen­sa­no di poter miglio­ra­re in pro­spet­ti­va la pro­pria con­di­zio­ne (facen­do car­rie­ra e gua­da­gnan­do di più)
— car­rie­ra aper­ta anche a per­so­ne con gra­do di istru­zio­ne non ele­va­to, ma con gran­di capa­ci­tà di impe­gno
— misu­ra­zio­ne ogget­ti­va del­la pro­dut­ti­vi­tà e dei risul­ta­ti: è un lavo­ro intrin­se­ca­men­te meri­to­cra­ti­co

 Lavo­ro fles­si­bi­le e auto­re­go­la­to
— nell’organizzazione e negli ora­ri vin­ce la fles­si­bi­li­tà auto­ge­sti­ta, basa­ta sul­le esi­gen­ze sog­get­ti­ve del­le per­so­ne
— alta capa­ci­tà di gesti­re da soli tut­to il lavo­ro: agen­da, tem­pi, moda­li­tà
— per le lavo­ra­tri­ci non una sem­pli­ce con­ci­lia­zio­ne fami­glia-lavo­ro: la fami­glia con­ti­nua a esse­re cura­ta, ma si col­lo­ca pro­gres­si­va­men­te sul­lo sfon­do

Fat­to­re D: la ven­di­ta diret­ta, un buon esem­pio di qua­dra­tu­ra del cer­chio
La ven­di­ta diret­ta rap­pre­sen­ta dun­que per mol­te don­ne un model­lo posi­ti­vo di:
— sod­di­sfa­zio­ne nel lavo­ro
— fles­si­bi­li­tà orga­niz­za­ti­va, auto­ge­sti­ta e sog­get­ti­va
— con­ci­lia­zio­ne con le esi­gen­ze del­la vita per­so­na­le
— incre­men­to di pro­dut­ti­vi­tà e risul­ta­ti