Lettera aperta ai disoccupati del presidente Univendta

Nella vendita diretta c’è sempre un’opportunità. Per tutti

Cara disoc­cu­pa­ta, caro disoc­cu­pa­to,

dopo aver let­to, anco­ra una vol­ta, noti­zie nega­ti­ve sul lavo­ro in Ita­lia, tra nume­ri in pic­chia­ta, pre­vi­sio­ni al ribas­so e, soprat­tut­to, sto­rie dram­ma­ti­che che coin­vol­go­no tan­ti ita­lia­ni, ho deci­so di pren­de­re car­ta e pen­na e scri­ver­ti. Per­ché una scel­ta e un’opportunità ci sono sem­pre. Io lo so.

Imma­gi­no come ti sen­ti. Che tu sia in cer­ca di pri­ma occu­pa­zio­ne o di un rien­tro nel mon­do del lavo­ro, la man­can­za di occu­pa­zio­ne ti fa per­de­re a poco a poco la spe­ran­za che il nostro Pae­se, in cri­si su più fron­ti, pos­sa dare una rispo­sta a uno dei biso­gni più impor­tan­ti dei suoi cit­ta­di­ni. Ma un’opportunità c’è sem­pre. Io lo so.

Ti voglio par­la­re di un set­to­re che maga­ri non cono­sci ma che in Ita­lia, in que­sti anni dif­fi­ci­li, si è dimo­stra­to in con­tro­ten­den­za, cre­scen­do e gene­ran­do occu­pa­zio­ne. Quel­lo del­la ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio.

Lo sape­vi? Le azien­de che fan­no par­te del­la mia asso­cia­zio­ne, Uni­ven­di­ta, con­ta­no oltre 128mila vedi­to­ri. E nel­la nostra ulti­ma rile­va­zio­ne del ter­zo tri­me­stre 2016, sono cre­sciu­ti del 4,2% rispet­to all’anno pri­ma. Vuol dire oltre 5mila per­so­ne che, in un anno, han­no lascia­to l’inferno del­la disoc­cu­pa­zio­ne e si stan­no costruen­do il pro­prio futu­ro lavo­ran­do. E per il 2017 le nostre azien­de offro­no 15.600 posi­zio­ni di lavo­ro.

Non voglio men­tir­ti: l’opportunità c’è, ma ser­ve la tua voglia di fare, di met­ter­ti in gio­co, di deci­de­re di intra­pren­de­re una stra­da diver­sa, maga­ri, rispet­to a quel­la che ave­vi sogna­to o per la qua­le hai stu­dia­to.

Quel­la che offro è un’opportunità che non men­te mai: per­ché nel nostro set­to­re vale una sola paro­la, meri­to­cra­zia. Per­ché il gua­da­gno, pro­ve­nen­do dal­le prov­vi­gio­ni sul­le ven­di­te effet­tua­te, è frut­to diret­to del pro­prio impe­gno.

Lo so, sono mol­te le obie­zio­ni e le resi­sten­ze che si oppon­go­no all’idea di comin­cia­re una car­rie­ra come ven­di­to­re. Ma non far­ti fer­ma­re dai pre­giu­di­zi e con­ti­nua a leg­ger­mi, capi­rai per­ché ti ripe­to che un’opportunità c’è sem­pre. Io lo so.

“È un lavo­ro vec­chio”. Le nostre azien­de, che spes­so sono sto­ri­che, sono soli­de e in cre­sci­ta. Per­ché sono al pas­so con i tem­pi e for­ni­sco­no ai pro­pri ven­di­to­ri i pro­dot­ti miglio­ri e gli stru­men­ti più inno­va­ti­vi per arri­va­re al mer­ca­to.

“Non è un lavo­ro per la vita”. Que­sto dipen­de da cia­scu­no. C’è chi vede la ven­di­ta diret­ta come un ban­co di pro­va e poi pas­sa ad altro. Ma mol­tis­si­me per­so­ne si costrui­sco­no da noi la car­rie­ra del­la vita.

“Non è un lavo­ro, è l’ultima spiag­gia per chi non ha altro”. Nul­la di più fal­so. I nostri 128 mila ven­di­to­ri sono 128 mila sto­rie di suc­ces­so per­so­na­le, di fami­glie che cre­sco­no e pro­spe­ra­no, di figli man­te­nu­ti agli stu­di e di gran­de orgo­glio per la pro­fes­sio­ne che svol­go­no. Se vuoi cono­scer­ne qual­cu­na, cer­ca “Sto­rie di ven­di­ta vis­su­ta” su Face­book.

“Non ne sarei mai capa­ce”: non è così. Ven­de­re è una cosa che si impa­ra. Le nostre azien­de for­ma­no con atten­zio­ne i pro­pri col­la­bo­ra­to­ri, par­ten­do da zero e poi offren­do aggior­na­men­to anno dopo anno.

“Sono trop­po gio­va­ne e ine­sper­to” o “Sono trop­po vec­chio e ven­go da altri set­to­ri”. Nien­te di tut­to ciò è un osta­co­lo: nel­le nostre azien­de han­no suc­ces­so sia gio­va­ni al pri­mo approc­cio con il mon­do del lavo­ro, sia over 50 che per decen­ni han­no fat­to tutt’altro. Ciò che con­ta sono l’impegno, la voglia di fare e la per­se­ve­ran­za.

Ho pau­ra dei no”. Que­sto è com­pren­si­bi­le, a tut­ti i nostri ven­di­to­ri capi­ta­no. Ma impa­ra­no che die­tro ogni “no” può esser­ci un “sì”.

Non è il posto fis­so”. E que­sto è veris­si­mo. Ma que­sta è un’enorme oppor­tu­ni­tà. Noi non offria­mo un posto fis­so, ma un lavo­ro fis­so sì. Dipen­de da te: hai l’occasione di met­ter­ti alla pro­va in una nuo­va atti­vi­tà, ma sen­za rischi, per­ché nes­su­na azien­da di Uni­ven­di­ta ti chie­de­rà una quo­ta di ammis­sio­ne, o di iscri­zio­ne, per far­ti lavo­ra­re.

Se hai appe­na fini­to gli stu­di e tut­ti ti offro­no solo sta­ge paga­ti poco o nul­la. Se hai trent’anni e ai col­lo­qui ti sen­ti dire solo “no”. Se di anni ne hai 50, la cri­si ti ha lascia­to a pie­di e pen­si di non poter rico­min­cia­re. Se hai impe­gni fami­lia­ri gra­vo­si ma non tro­vi un lavo­ro abba­stan­za fles­si­bi­le.

Io ti dico: non sco­rag­giar­ti. Un’opportunità da noi c’è sem­pre e per tut­ti. Cogli­la: le nostre por­te sono aper­te.

Ciro Sina­tra, pre­si­den­te Uni­ven­di­ta

Le offer­te di lavo­ro del­le azien­de asso­cia­te Uni­ven­di­ta si pos­so­no con­sul­ta­re al link: OFFERTE DI LAVORO