L’allarme dall’Assemblea dei Soci Univendita: il Paese ha le pile scariche

Il Presidente Pozzoli lancia l’appello: “Serve un governo subito e politiche di sostegno al potere d’acquisto”.

In occa­sio­ne dell’assemblea annua­le di Uni­ven­di­ta che si è svol­ta il 12 apri­le  il pre­si­den­te Luca Poz­zo­li lan­cia l’appello: «Ser­ve un gover­no che dia segna­li for­ti per scon­giu­ra­re l’aumento dell’Iva e dimi­nui­re la pres­sio­ne fisca­le, altri­men­ti anche chi fino a oggi ha ret­to l’impatto del­la cri­si rischia di non far­ce­la più».

«Per pri­ma cosa ser­ve un gover­no subi­to, un gover­no che non toc­chi l’Iva e abbas­si una pres­sio­ne fisca­le insop­por­ta­bi­le: solo così si cree­ran­no le con­di­zio­ni per far ripar­ti­re i con­su­mi». A dichia­rar­lo è Luca Poz­zo­li, pre­si­den­te di Uni­ven­di­ta, al ter­mi­ne dell’assemblea annua­le che ha visto oggi, a Caser­ta, l’approvazione del docu­men­to dell’esercizio 2012. Uni­ven­di­ta è, per fat­tu­ra­to, la mag­gio­re asso­cia­zio­ne ita­lia­na del­la ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio e ha chiu­so il 2012 con un incre­men­to del 5% nel giro di affa­ri.
«Il fat­to che le azien­de asso­cia­te Uni­ven­di­ta abbia­no chiu­so con il segno più l’ultimo anno non ci esi­me da una rifles­sio­ne mol­to sem­pli­ce –pro­se­gue Poz­zo­li–: sen­za ade­gua­te poli­ti­che a soste­gno del pote­re d’acquisto anche chi, fino a oggi, è sta­to anti­ci­cli­co rischia di inver­ti­re il segno del pro­prio busi­ness e piom­ba­re nel­la cri­si che atta­na­glia da tem­po il set­to­re del com­mer­cio più tra­di­zio­na­le. Per que­sto ser­ve un gover­no in tem­pi bre­vi: biso­gna met­te­re in cam­po subi­to poli­ti­che per rica­ri­che le pile al Pae­se e con­tra­sta­re una cri­si che da eco­no­mi­ca è diven­ta­ta anche socia­le».
Una denun­cia, quel­la del pre­si­den­te di Uni­ven­di­ta, che arri­va a pochi gior­ni dal­la dif­fu­sio­ne dell’indagine Istat che regi­stra un calo del red­di­to dispo­ni­bi­le per le fami­glie del 2,1% nel 2012 e un’erosione del pote­re d’acquisto rea­le del 4,8%, decre­men­to che non si regi­stra­va da qua­si vent’anni. «Ci pre­oc­cu­pa anche il peg­gio­ra­men­to pro­gres­si­vo del­la situa­zio­ne, visto che nell’ultimo tri­me­stre del 2012 la ridu­zio­ne del pote­re d’acquisto è sta­ta di qua­si un pun­to per­cen­tua­le rispet­to al perio­do pre­ce­den­te ‑con­clu­de Poz­zo­li- e del 5,4% rispet­to allo stes­so perio­do del 2011. È la pro­va che biso­gna met­te­re in atto misu­re strut­tu­ra­li per inver­ti­re la ten­den­za: la cri­si non scom­pa­re da sola e la poli­ti­ca, in que­sto momen­to, non può più per­met­ter­si di per­de­re tem­po».

Il fat­tu­ra­to 2012 del­le azien­de asso­cia­te Uni­ven­di­ta è sta­to di 1 miliar­do e 175 milio­ni di euro, come det­to in cre­sci­ta del 5,1% rispet­to al 2011; in aumen­to anche il nume­ro di addet­ti, che ha supe­ra­to le 67mila uni­tà, in cre­sci­ta del 12,2% sul 2011 e dove si con­fer­ma pre­pon­de­ran­te la com­po­nen­te fem­mi­ni­le, pari all’89%.