Dalla vendita a domicilio un aiuto al Recovery Plan per sostenere l’impreditorialità femminile

Dalle aziende associate quattro storie di successo al femminile

Innal­za­re l’occupazione del­le don­ne, da un pun­to di vista sia qua­li­ta­ti­vo sia quan­ti­ta­ti­vo. Aumen­ta­re il tas­so di occu­pa­zio­ne fem­mi­ni­le, che in Ita­lia non arri­va al 50%. Soste­ne­re l’avvio di azien­de a con­du­zio­ne fem­mi­ni­le o a pre­va­len­te par­te­ci­pa­zio­ne fem­mi­ni­le. Sono alcu­ni degli obiet­ti­vi dichia­ra­ti dal Reco­ve­ry Plan per favo­ri­re l’accesso di un nume­ro mag­gio­re di don­ne nel mon­do del lavo­ro, fat­to­re che con­sen­ti­reb­be un aumen­to del Pil fino a 7 pun­ti per­cen­tua­li.

L’Italia è mol­to indie­tro, ma ci sono set­to­ri eco­no­mi­ci in con­tro­ten­den­za: uno di que­sti è la ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio, dove la pari­tà di gene­re è, da sem­pre, real­tà. Nel­le impre­se asso­cia­te a Uni­ven­di­ta le don­ne rap­pre­sen­ta­no il 69,2% di chi svol­ge un’attività di tipo impren­di­to­ria­le, men­tre è di oltre il 90% la quo­ta fem­mi­ni­le sul tota­le del­la for­za ven­di­ta. Nel­le impre­se asso­cia­te Uni­ven­di­ta ci sono oggi 8.690 don­ne impren­di­tri­ci: sono ven­di­tri­ci pro­fes­sio­ni­ste oppu­re col­la­bo­ra­tri­ci del­le azien­de asso­cia­te che han­no assun­to ruo­li di coor­di­na­men­to a vari livel­li del­la rete com­mer­cia­le e che offro­no oppor­tu­ni­tà di cre­sci­ta pro­fes­sio­na­le a tan­te altre per­so­ne.

La ven­di­ta a domi­ci­lio è una pro­fes­sio­ne che dà spa­zio alle don­ne per­ché basa­ta su meri­to­cra­zia, auto­no­mia orga­niz­za­ti­va e fles­si­bi­li­tà. Si può par­ti­re da zero e arri­va­re a far­ne un’attività impren­di­to­ria­le a tem­po pie­no. Gra­zie alla for­ma­zio­ne gra­tui­ta e al soste­gno con­ti­nuo da par­te del­le azien­de tut­ti pos­so­no segui­re per­cor­si di cre­sci­ta sen­za alcu­na discri­mi­na­zio­ne e pos­so­no pun­ta­re ai mas­si­mi risul­ta­ti e rico­no­sci­men­ti.

A testi­mo­nia­re tut­to que­sto ci sono le sto­rie di suc­ces­so che arri­va­no diret­ta­men­te dal­le col­la­bo­ra­tri­ci del­le azien­de asso­cia­te. Ne abbia­mo sele­zio­na­te quat­tro, che han­no tut­te un comu­ne deno­mi­na­to­re che è anche una pecu­lia­ri­tà del nostro set­to­re: nel­la ven­di­ta a domi­ci­lio si è auto­no­mi ma non si è mai soli. Un approc­cio che ha dimo­stra­to tut­ta la sua for­za pro­prio negli ulti­mi mesi, che sono sta­ti dif­fi­ci­li in par­ti­co­lar modo per chi ha un’attività in pro­prio, e addi­rit­tu­ra cata­stro­fi­ci per le lavo­ra­tri­ci don­ne in gene­ra­le.

Da Tera­mo la sto­ria di Anna Mari­nel­li: ha 57 anni e fa par­te di Avon, sto­ri­ca azien­da di pro­dot­ti per la bel­lez­za. Rac­con­ta di aver comin­cia­to da gio­va­nis­si­ma: «Per anni è sta­to un lavo­ret­to ma a 34 anni ho deci­so che vole­vo far­lo a tem­po pie­no per incre­men­ta­re i gua­da­gni. Pri­ma sono pas­sa­ta a for­ma­re e coor­di­na­re altre con­su­len­ti, un’ottantina, aiu­tan­do­le a rea­liz­zar­si. A 41 anni poi l’azienda mi ha scel­ta per diven­ta­re respon­sa­bi­le di zona». È a que­sto pun­to che Mari­nel­li diven­ta pro­pria­men­te impren­di­tri­ce e svi­lup­pa ulte­rior­men­te la rete com­mer­cia­le. Sot­to la sua gui­da le con­su­len­ti nel­la sua area pas­sa­no da 300 a 800 e, pochi gior­ni fa, Avon pro­po­ne a Mari­nel­li un’ulteriore oppor­tu­ni­tà: «Dal 1° mar­zo sarò una busi­ness deve­lo­p­ment mana­ger e segui­rò altre pic­co­le impren­di­tri­ci, le Avon Lea­der Top. Una tale cre­sci­ta a 57 anni è qual­co­sa che non avvie­ne in tut­te le real­tà». Car­rie­ra vuol dire gua­da­gni che per­met­to­no a Mari­nel­li di garan­ti­re benes­se­re a tut­ta la fami­glia, ma sen­za rinun­cia­re alla pos­si­bi­li­tà di con­ci­lia­re vita pro­fes­sio­na­le e per­so­na­le: «La fles­si­bi­li­tà è sem­pre sta­ta un plus e in più, in que­sto momen­to, pos­so gesti­re inte­ra­men­te il lavo­ro dal­la mia scri­va­nia – sot­to­li­nea – per­ché l’azienda met­te a dispo­si­zio­ne gli stru­men­ti per un vero e pro­prio smart wor­king».

Da Lim­bia­te (MB) la sto­ria di Lucia Maria­ni: ha 61 anni e ha comin­cia­to 35 anni fa come con­su­len­te per Just Ita­lia, azien­da che distri­bui­sce in Ita­lia i cosme­ti­ci natu­ra­li sviz­ze­ri Just. «Face­vo l’impiegata ammi­ni­stra­ti­va, poi l’azienda per cui lavo­ra­vo ha chiu­so e, nel frat­tem­po, sono diven­ta­ta mam­ma – rac­con­ta –. Ero mol­to inte­res­sa­ta al mon­do del­le erbe e del­la cosme­si e così, dopo aver ascol­ta­to la pre­sen­ta­zio­ne di una cono­scen­te, mi sono mes­sa in gio­co vin­cen­do la timi­dez­za e sono diven­ta­ta a mia vol­ta Con­su­len­te Just». L’indipendenza eco­no­mi­ca, la for­ma­zio­ne e la pas­sio­ne per il pro­prio lavo­ro con­vin­co­no Lucia Maria­ni che Just è il posto giu­sto in cui cre­sce­re. Dopo tre anni diven­ta capo grup­po, ruo­lo che la gra­ti­fi­ca per­ché può tra­sfe­ri­re com­pe­ten­ze ed entu­sia­smo ad altre Con­su­len­ti. Oggi è respon­sa­bi­le di una zona top in Ita­lia per ven­di­te. «La cosa che amo di più – con­fer­ma – è dare ad altre don­ne la pos­si­bi­li­tà di ave­re tut­te le sod­di­sfa­zio­ni che ho avu­to io in que­sti anni. Sia­mo un grup­po mol­to uni­to e negli ulti­mi mesi, in par­ti­co­la­re, ci sia­mo sup­por­ta­te a vicen­da e abbia­mo impa­ra­to tan­to, gra­zie a Just che ci ha dato tut­ti i mez­zi per fare evol­ve­re la nostra atti­vi­tà».

Da Tre­vi­so la sto­ria di Lau­ra Fighe­ra: ha 53 anni e ha ini­zia­to per caso. A vent’anni par­te­ci­pa a un par­ty Tup­per­ware e deci­de di affian­ca­re a vari lavo­ri come dipen­den­te da impie­ga­ta e com­mes­sa anche l’attività di ven­di­ta a domi­ci­lio di con­te­ni­to­ri e uten­si­li per la cuci­na. «In pra­ti­ca gua­da­gna­vo un secon­do sti­pen­dio, poi ho deci­so di dedi­car­mi solo a Tup­per­ware – rac­con­ta Fighe­ra –. Non era solo que­stio­ne di gua­da­gno, ma anche di cre­sci­ta e rico­no­sci­men­to per­so­na­le». Lavo­ra come ven­di­tri­ce pro­fes­sio­ni­sta fino al 2003, quan­do arri­va un’importante svol­ta: Tup­per­ware le pro­po­ne di diven­ta­re Con­ces­sio­na­ria, con il com­pi­to di segui­re un ter­ri­to­rio che com­pren­de Bel­lu­no, Tre­vi­so, Vene­zia, Pado­va e Rovi­go. Oggi Fighe­ra cura l’inserimento e la for­ma­zio­ne di altre con­su­len­ti e capo grup­po: «La cosa più bel­la è offri­re oppor­tu­ni­tà alle per­so­ne, moti­var­le e ispi­rar­le» assi­cu­ra. Un entu­sia­smo che non è venu­to meno in tem­pi di Covid, anzi: svi­lup­pa­re una men­ta­li­tà impren­di­to­ria­le le ha fat­to capi­re che dal­le dif­fi­col­tà pos­so­no nasce­re nuo­ve occa­sio­ni. «La pan­de­mia ci ha fat­ti usci­re dal­la nostra com­fort zone, por­tan­do­ci a fare cose nuo­ve, e meglio. Per esem­pio, gesten­do alcu­ne atti­vi­tà a distan­za, si libe­ra tem­po per fare più cose e quin­di mas­si­miz­za­re i risul­ta­ti. E poi – sot­to­li­nea – pos­so dedi­car­mi alle mie figlie di 23 e 12 anni: se già la mia atti­vi­tà mi per­met­te­va di segui­re la fami­glia con fles­si­bi­li­tà, oggi pos­so apprez­za­re anco­ra di più i van­tag­gi di que­sta auto­no­mia».

Da Por­to Reca­na­ti (MC) la sto­ria di Pina Tele­sca: ha 57 anni e ha imboc­ca­to con deci­sio­ne la stra­da dell’autoimprenditorialità, sen­za ave­re espe­rien­ze pre­ce­den­ti nel­la ven­di­ta a domi­ci­lio. Anche lei è par­ti­ta dal­la pas­sio­ne per i cosme­ti­ci, in que­sto caso quel­li di Uni­que­pels, alta cosme­si pro­dot­ta in Tren­ti­no. «Pri­ma di entra­re in que­sta azien­da ave­vo fat­to tan­ti altri lavo­ri che mi lascia­va­no poco tem­po per segui­re le mie figlie – rac­con­ta –. Ho comin­cia­to con la ven­di­ta di pro­dot­ti di bel­lez­za per sfi­da con me stes­sa e con­vin­ta del­la bon­tà di quel­lo che pro­po­ne­vo». In poco tem­po il pas­sa­pa­ro­la per­met­te a Tele­sca di crear­si un buon giro di clien­ti: dopo un solo anno apre la Par­ti­ta Iva e dopo due l’azienda le pro­po­ne di occu­par­si del­lo svi­lup­po com­mer­cia­le del­la sua area, adde­stran­do e gesten­do altre con­su­len­ti e team lea­der. Diven­ta­re impren­di­tri­ce è sta­to per lei un pas­sag­gio sere­no per­ché l’azienda le è sem­pre sta­ta vici­na e l’ha aiu­ta­ta a svi­lup­pa­re la for­ma men­tis neces­sa­ria, oltre a garan­ti­re for­ma­zio­ne e stru­men­ti. «Anche quest’anno soste­gno e affian­ca­men­to non sono mai man­ca­ti – con­clu­de –. Abbia­mo appro­fon­di­to la cono­scen­za dei social apren­do­ci un mon­do, ma non solo, l’azienda si è pre­oc­cu­pa­ta anche del nostro benes­se­re psi­co­fi­si­co, per esem­pio met­ten­do­ci a dispo­si­zio­ne video-cor­si di Pila­tes. È un pic­co­lo esem­pio per sot­to­li­nea­re che, nei momen­ti dif­fi­ci­li, ave­re al tuo fian­co una real­tà soli­da fa tut­ta la dif­fe­ren­za».