Dai Big Data ai clienti: ecco come bofrost* fa innovazione

Nella sede dell’azienda 100 imprenditori e managers si sono confrontati su industria 4.0

I Big Data come for­mi­da­bi­le stru­men­to di cono­scen­za del clien­te per anda­re incon­tro alle sue esi­gen­ze. Bofro­st, l’azienda friu­la­na che trent’anni fa ha por­ta­to in Ita­lia il con­cet­to allo­ra rivo­lu­zio­na­rio di ven­di­ta diret­ta di spe­cia­li­tà sur­ge­la­te, inno­va il model­lo di ven­di­ta più anti­co, il por­ta a por­ta, con le nuo­ve pos­si­bi­li­tà offer­te dal digi­ta­le. E cre­sce: nell’anno com­mer­cia­le 2016/17 ha fat­tu­ra­to 235 milio­ni di euro, ha supe­ra­to i 2.400 fra dipen­den­ti e col­la­bo­ra­to­ri e ser­ve 1,2 milio­ni di fami­glie ita­lia­ne, con 695 mila clien­ti rego­la­ri

«La ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio con­ti­nua a pia­ce­re: per il clien­te il pas­sag­gio del ven­di­to­re Bofro­st è un’abitudine e una ritua­li­tà mol­to apprez­za­ta. Il nostro pun­to di for­za, assie­me alla qua­li­tà dei pro­dot­ti, è pro­prio la cura del ser­vi­zio, con la como­di­tà del­la con­se­gna a casa. Il pas­sa­pa­ro­la dei clien­ti che con­si­glia­no Bofro­st a paren­ti e ami­ci è un moto­re di cre­sci­ta» spie­ga l’amministratore dele­ga­to Gian­lu­ca Teso­lin.

Un model­lo di ven­di­ta che Bofro­st ha sapu­to con­ti­nua­men­te aggior­na­re. La case histo­ry di Bofro­st è sta­ta pre­sen­ta­ta mer­co­le­dì 5 luglio duran­te l’evento Rimet­te­re le scar­pe ai sogni, il pro­get­to di Salo­ne d’Impresa incen­tra­to sull’industria che ver­rà. Un per­cor­so di incon­tri –fino­ra cin­que edi­zio­ni, 24 even­ti, più di 200 rela­to­ri e oltre 3.000 par­te­ci­pan­ti– per capi­re come cam­bia­re e miglio­ra­re, par­ten­do dal­le sto­rie di impren­di­to­ri e mana­ger che stan­no non solo imma­gi­nan­do, ma con­cre­tiz­zan­do con suc­ces­so nuo­vi pro­get­ti.

 

Bofro­st si pre­sen­ta come una real­tà emble­ma­ti­ca in que­sto sen­so. «Un’azienda il cui model­lo di busi­ness è basa­to sul rap­por­to diret­to con i pro­pri clien­ti deve saper inter­pre­ta­re i biso­gni dei pro­pri clien­ti in manie­ra non solo atti­va, ma pro-atti­va –spie­ga Teso­lin–. I clien­ti non ven­go­no da Bofro­st, ma è Bofro­st che va nel­le case dei pro­pri clien­ti. È per que­sto che dob­bia­mo dare ai nostri ven­di­to­ri infor­ma­zio­ni che li faci­li­ti­no non solo nel pro­ces­so di ven­di­ta ma soprat­tut­to nel ser­vi­zio al clien­te. La tec­no­lo­gia deve esse­re uno stru­men­to atti­vo a loro sup­por­to. L’analisi dei con­su­mi ci con­sen­te di impo­sta­re azio­ni pro­mo­zio­na­li mira­te su tar­get dif­fe­ren­zia­ti ma con­sen­te anche, in chia­ve pre­dit­ti­va, di capi­re se un clien­te sta cam­bian­do i suoi com­por­ta­men­ti e cer­ca qual­co­sa di nuo­vo».

Dun­que con i Big Data si arri­va a cono­sce­re i desi­de­ra­ta dei clien­ti, e a pre­ve­der­ne i com­por­ta­men­ti, in modo mai così appro­fon­di­to. Così si pos­so­no pro­get­ta­re offer­te, ser­vi­zi ed espe­rien­ze sem­pre più in linea con i loro biso­gni. «Al cen­tro c’è la volon­tà di ren­de­re sem­pre miglio­re la custo­mer expe­rien­ce –con­ti­nua Teso­lin–. Come saran­no i clien­ti del futu­ro? Come vor­ran­no la loro Bofro­st? La comu­ni­ca­zio­ne e il ser­vi­zio saran­no ade­gua­ti? In que­sto i Big Data (anche pro­ve­nien­ti dal web) ci aiu­ta­no a dare una rispo­sta». Di impor­tan­za stra­te­gi­ca, oltre all’integrazione dei dati inter­ni e ester­ni, è anche la dispo­ni­bi­li­tà e l’uso di stru­men­ti di busi­ness intel­li­gen­ce e ana­li­ti­ci, per rica­va­re infor­ma­zio­ni facil­men­te frui­bi­li e uti­li a orien­ta­re le stra­te­gie di comu­ni­ca­zio­ne e le cam­pa­gne com­mer­cia­li.

E poi ci sono dipen­den­ti e col­la­bo­ra­to­ri, «La nostra vera for­za –con­clu­de Teso­lin–, per­ché nel­la ven­di­ta diret­ta sono loro che costrui­sco­no la rela­zio­ne quo­ti­dia­na con i clien­ti. Le loro aspet­ta­ti­ve e la loro sod­di­sfa­zio­ne sono impor­tan­ti per le stra­te­gie dell’azienda. Dall’analisi dei dati pos­sia­mo sape­re, per esem­pio, quan­to abi­ta­no lon­ta­no dal­la sede di lavo­ro e qua­li sono le esi­gen­ze più impor­tan­ti, dagli asi­li, ai ser­vi­zi, alle oppor­tu­ni­tà per l’istruzione e lo sva­go, anche per la fami­glia. Così pos­sia­mo pro­get­ta­re con­ven­zio­ni e ini­zia­ti­ve di wel­fa­re azien­da­le sem­pre più mira­te».