8 marzo: le donne e la vendita diretta

Un esercito di 43mila professioniste che coniugano lavoro, famiglia, studi, carriera e che, grazie alla vendita a domicilio, non rinunciano ai propri sogni

Si chia­ma­no Tere­sa, Patri­zia, Cri­sti­na, Maria, Anna, Sil­via, Sere­na, Rosan­na; sono un pic­co­lo eser­ci­to di 43.054 don­ne che, ogni gior­no, pro­pon­go­no ai con­su­ma­to­ri ita­lia­ni beni e ser­vi­zi con il meto­do del­la ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio. Sono oltre l’80% del tota­le degli inca­ri­ca­ti alla ven­di­ta del­le impre­se asso­cia­te Uni­ven­di­ta e, oltre a esse­re ven­di­tri­ci a domi­ci­lio di suc­ces­so e aman­ti del pro­prio lavo­ro, sono mam­me, mogli, stu­den­tes­se, mana­ger in car­rie­ra.
Han­no sto­rie dif­fe­ren­ti, ma acco­mu­na­te dal­la quo­ti­dia­ni­tà rosa che le ren­de straor­di­na­rie per il pro­prio attac­ca­men­to ai valo­ri sen­za rinun­cia­re ai pro­pri desi­de­ri. Come la sto­ria di Chia­ra, sti­li­sta con un bril­lan­te suc­ces­so ad atten­der­la. Ma quan­do nel 2005 ha avu­to il suo secon­do bim­bo, è sta­ta «mol­to edu­ca­ta­men­te obbli­ga­ta a mol­la­re». Poi per scher­zo si avvi­ci­na a un’azienda che ven­de cosme­ti­ci con il meto­do del par­ty plan. Si appas­sio­na, rie­sce a gesti­re i suoi tem­pi e ad accu­di­re i pro­pri bim­bi (uno di sei e uno di tre anni) e a esse­re una moglie pre­sen­te e atten­ta: «Rifa­rei tut­to ‑dice-. Anche se il mio lavo­ro pre­ce­den­te mi appa­ga­va mol­to, mi con­si­de­ro una don­na mol­to for­tu­na­ta». La sto­ria di Chia­ra è una del­le tan­te che alber­ga­no nel mon­do dei ven­di­to­ri a domi­ci­lio.
Si paga­no gli stu­di all’università, come Sere­na che sta ter­mi­nan­do il cor­so di lau­rea in Giu­ri­spru­den­za sen­za gra­va­re sul bud­get fami­lia­re. Ha 25 anni, Sere­na, sta per soste­ne­re l’ultimo esa­me e poi discu­te­rà la tesi. Ven­de elet­tro­do­me­sti­ci por­ta a por­ta e stu­dia: «Ho ini­zia­to per­ché mi sono appas­sio­na­ta al lavo­ro e pote­vo garan­tir­mi le entra­te neces­sa­rie per ter­mi­na­re gli stu­di. Ormai man­ca poco, ma cre­do che otte­nu­ta la lau­rea con­ti­nue­rò nel­la ven­di­ta diret­ta».
E poi i suc­ces­si di quel­le don­ne che, entra­te nel mon­do del­la ven­di­ta a domi­ci­lio per riu­sci­re a coniu­ga­re lavo­ro e fami­glia, sono diven­ta­te mana­ger di suc­ces­so. Come Rosan­na: entra­ta in azien­da come sem­pli­ce ven­di­tri­ce a domi­ci­lio di elet­tro­do­me­sti­ci nel 1998 e nel 2004 diven­ta team lea­der, lavo­ra sodo e cre­sce gio­va­ni ven­di­tri­ci. Oggi è “branch mana­ger”, ossia respon­sa­bi­le di divi­sio­ne.
E come que­ste sto­rie ce ne sono mol­tis­si­me altre. Patri­zia, ad esem­pio, è con­su­len­te di viag­gio. Ha lavo­ra­to per 20 anni come dipen­den­te in dif­fe­ren­ti agen­zie. Poi il suo secon­do bim­bo e il desi­de­rio di sta­re vici­na alla fami­glia sen­za rinun­cia­re alla pas­sio­ne per i viag­gi. Entra nel­la ven­di­ta diret­ta e rea­liz­za i suoi desi­de­ri: fami­glia e lavo­ro.