1° trimestre 2016: la vendita diretta cresce ancora

 Le vendite crescono del 2,8% e l’occupazione è stabile

Il pri­mo tri­me­stre 2016 del­le impre­se asso­cia­te Uni­ven­di­ta si è chiu­so con un fat­tu­ra­to di 407 milio­ni e 670mila euro, con un incre­men­to del 2,8% rispet­to allo stes­so tri­me­stre dell’anno precedente.L’eccellenza del­la ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio cre­sce anco­ra, dopo aver archi­via­to il 2015 con un +7,5%: gra­zie alla fidu­cia dei con­su­ma­to­ri que­sta for­mu­la distri­bu­ti­va con­ti­nua a riscon­tra­re un gran­de suc­ces­so.

 Nel det­ta­glio, il com­par­to più dina­mi­co è sta­to “ali­men­ta­ri e beni di con­su­mo casa” con un incre­men­to del 5,0%, segui­to dai “beni dure­vo­li casa” (+2,3%) che, con il 60% di quo­ta di mer­ca­to, rima­ne il com­par­to più impor­tan­te del­la ven­di­ta diret­ta a domi­ci­lio. Segno posi­ti­vo anche per “cosme­si e acces­so­ri moda” (+0,9%) e per “altri beni e ser­vi­zi” che regi­stra­no un incre­men­to del 9,0%.

 Sul fron­te occu­pa­zio­na­le, i ven­di­to­ri a domi­ci­lio sono sta­bi­li rispet­to allo stes­so perio­do del 2014 a quo­ta 140.700, con una com­po­nen­te fem­mi­ni­le pari al 93,2% dato che fa da trai­no all’occupazione nel mon­do fem­mi­ni­le in cui la fles­si­bi­li­tà è rite­nu­ta un fat­to­re posi­ti­vo.

 La ven­di­ta a domi­ci­lio con­fer­ma il suo ruo­lo di trai­no nel set­to­re del com­mer­cio. Secon­do i dati Istat, nel pri­mo tri­me­stre del 2016 il valo­re del­le ven­di­te del com­mer­cio fis­so al det­ta­glio ha regi­stra­to un incre­men­to dell’1,3% rispet­to allo stes­so perio­do del 2015. Le ven­di­te del­la gran­de distri­bu­zio­ne sono aumen­ta­te del 2,3%, e quel­le dei pic­co­li eser­ci­zi com­mer­cia­li del­lo 0,4%.

 Tut­ta­via nel mese di mar­zo si regi­stra­no segna­li pre­oc­cu­pan­ti per l’economia: dopo il calo dell’industria (-1,6% sul mese pre­ce­den­te) anche il com­mer­cio segna una bat­tu­ta d’arresto con le ven­di­te al det­ta­glio in calo del­lo 0,6% rispet­to a feb­bra­io.

In que­sto sce­na­rio, la ven­di­ta a domi­ci­lio si muo­ve anco­ra in posi­ti­vo: risul­ta­to che va attri­bui­to alla par­ti­co­la­re for­mu­la distri­bu­ti­va che ha nel con­tat­to diret­to con il con­su­ma­to­re e nel­la pro­fes­sio­na­li­tà dei ven­di­to­ri, in gra­do di inter­pre­ta­re al meglio le esi­gen­ze dei clien­ti, le sue armi vin­cen­ti.