1° semestre 2018: la vendita diretta tiene in un quadro economico di luci e ombre

 Le vendite aumentano dell 0,6% e l’occupazione dello 0,4%

 Il pri­mo seme­stre 2018 del­le impre­se asso­cia­te Uni­ven­di­ta si è chiu­so con un fat­tu­ra­to di 822 milio­ni e 423mila euro, con un incre­men­to del­lo 0,6% rispet­to allo stes­so perio­do dell’anno pre­ce­den­te. Nono­stan­te i segna­li alta­le­nan­ti che pro­ven­go­no dai diver­si com­par­ti dell’economia e che con­di­zio­na­no il com­por­ta­men­to del­le fami­glie nei con­fron­ti dei con­su­mi, la ven­di­ta diret­ta man­tie­ne una per­for­man­ce posi­ti­va.

Ana­liz­zan­do i risul­ta­ti di Uni­ven­di­ta nel det­ta­glio, il com­par­to più dina­mi­co è sta­to “cosme­si e cura del cor­po” (+0,7%) segui­to dai “beni dure­vo­li casa” che han­no segna­to un +0,6% e che, con una quo­ta di mer­ca­to del 58%, si con­fer­ma­no il com­par­to più impor­tan­te del­la ven­di­ta a domi­ci­lio. Seguo­no gli “ali­men­ta­ri e beni di con­su­mo casa” con un incre­men­to del­lo 0,4%; infi­ne, la cate­go­ria “altri beni e ser­vi­zi” regi­stra un aumen­to del­lo 0,7%.

Il nume­ro degli addet­ti alla ven­di­ta cre­sce del­lo 0,4% rispet­to allo stes­so perio­do del 2017, con 139.000 ven­di­to­ri di cui l’88,4% don­ne: un dato comun­que posi­ti­vo che si inse­ri­sce in un qua­dro gene­ra­le dell’occupazione non mol­to bril­lan­te.

La ven­di­ta a domi­ci­lio regi­stra un risul­ta­to sostan­zial­men­te in linea rispet­to al com­mer­cio tra­di­zio­na­le. Secon­do i dati Istat, nel pri­mo seme­stre del 2018 le ven­di­te del­la gran­de distri­bu­zio­ne sono aumen­ta­te dell’1,0%, men­tre quel­le dei pic­co­li eser­ci­zi com­mer­cia­li sono dimi­nui­te dell’1,5%.

Nel secon­do tri­me­stre 2018 il PIL è cre­sciu­to dell’1,1% nei con­fron­ti del­lo stes­so perio­do dell’anno pre­ce­den­te, men­tre l’Indicatore dei Con­su­mi Con­f­com­mer­cio (ICC) ha regi­stra­to a giu­gno una dimi­nu­zio­ne del­lo 0,3% su base annua.

L’attuale con­giun­tu­ra mostra una fase di debo­lez­za che lascia intra­ve­de­re in modo sem­pre più con­cre­to il rischio di un ral­len­ta­men­to dell’economia, men­tre le pro­spet­ti­ve non ren­do­no il qua­dro eco­no­mi­co meno pre­oc­cu­pan­te. C’è biso­gno di tor­na­re a cre­sce­re a rit­mi più soste­nu­ti, per que­sto è neces­sa­rio ste­ri­liz­za­re le clau­so­le di sal­va­guar­dia, impe­den­do l’aumento dell’Iva nel 2019, per­ché pro­vo­che­reb­be una dimi­nu­zio­ne del­la doman­da inter­na in un momen­to di ral­len­ta­men­to del­la cre­sci­ta e di sta­gna­zio­ne dei con­su­mi.