Un'indagine Univendita-Confcommercio certifica, per la prima volta, valore e dimensioni del settore
 In Italia il mondo della vendita diretta a domicilio è composto da 265 imprese, che danno lavoro a 520mila addetti alla vendita (il 77% donne) e realizzano un fatturato di 3,6 miliardi di euro. Queste imprese rappresentano il commercio al dettaglio che funziona: hanno una maggior dinamicità, sono più in salute e guardano al futuro dell’economia con una fiducia più elevata rispetto alla media delle imprese del terziario.

Questi i risultati della prima indagine mai svolta nel nostro Paese per stimare la reale consistenza dell’universo delle imprese della vendita diretta a domicilio, voluta da Univendita e Confcommercio e realizzata da Format Research (la ricerca è consultabile sul sito Univendita).


L’indagine permette di conoscere a fondo un settore distributivo che finora non era mai stato rilevato dalle analisi e dalle statistiche ufficiali.

La prima fase della ricerca si è svolta attraverso l’analisi delle principali banche dati disponibili al fine di individuare l’universo delle imprese di vendita diretta. Sorprende notare che, delle 11mila imprese che secondo le principali fonti statistiche ufficiali farebbero parte del mondo della vendita diretta a domicilio, solo 265 soggetti risultino svolgere effettivamente questa attività.
Infatti, sono solo 3mila le imprese registrate con l’appropriato Codice Ateco 47.99.10 – Commercio  al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita [porta a porta]. Di queste poi, l’80% risulta avere un unico addetto (e quindi riconducibile, in realtà, all’attività di procacciatori d’affari) e solo il restante 20% riporta un numero di addetti pari o superiore a due unità. L’ulteriore approfondimento condotto tramite interviste telefoniche e ricerca sul web riduce a 265 soggetti l’universo delle imprese che realmente operano tramite la vendita diretta a domicilio.

L’indagine è proseguita analizzando il profilo di queste imprese. Due su tre risiedono nel Nord Italia (35% Nord Ovest, 31% Nord Est). Il 19% risiede nel Mezzogiorno e il restante 15% nel Centro Italia. Sei imprese su dieci risultano essere società di capitali e tre su dieci società di persone.

Le imprese della vendita diretta contano complessivamente circa 520mila addetti alla vendita nel 2016 (+2% rispetto al 2015). La componente femminile è fortemente spiccata (77%).
Il fatturato complessivo del settore nel 2016 è stato pari a circa 3,6 miliardi di euro (+2,6% rispetto al 2015). Si evidenzia in modo chiaro la capacità associativa di Univendita in termini di rappresentanza dei principali player di mercato: il 46% del valore dell’intero comparto è costituito da imprese iscritte all’associazione che, da sola, rappresenta quindi quasi la metà del giro d’affari della vendita diretta.

Il modello di vendita più diffuso risulta essere il «porta a porta»: il 56% delle imprese di vendita diretta utilizza unicamente questo approccio rispetto al 9% che utilizza esclusivamente il «party plan»; il restante 35% li utilizza entrambi.


L’analisi dello scenario economico mostra che le imprese della vendita diretta a domicilio hanno un livello di fiducia più elevato verso la situazione generale dell’economia rispetto al resto delle imprese del terziario. Allo stesso tempo, tre imprese della vendita diretta su quattro ritengono migliorato o quantomeno invariato l’andamento economico della propria impresa nel corso dell’intero 2016. Il dato, congiuntamente al giudizio sul livello dei ricavi e sul fabbisogno finanziario delle imprese, evidenzia un elevato grado di dinamismo del settore, a certificare il buono stato di salute di tutto il comparto della vendita diretta a dispetto di una situazione generale di sostanziale stagnazione economica e di un clima di fiducia altalenante, sia per quel che riguarda le imprese del terziario, sia per quanto concerne il sentiment dei consumatori.