Il numero degli addetti alla vendita cresce del 3,6%
Segna un + 8,7% il fatturato delle aziende associate Univendita (Unione italiana vendita diretta) nel primo semestre 2013, per un valore di 606 milioni 430mila euro, consolidando la crescita  (+ 6,5%) del primo trimestre.

Nel dettaglio, i comparti più dinamici sono stati beni durevoli casa (+10,7%) e cosmesi e cura del corpo (+5,8%) seguiti dagli alimentari e beni di consumo casa (+3,3%). In netta crescita il comparto altri beni e servizi (+26,7%), trainato dal risultato positivo del settore viaggi e turismo (+30,6%).

«I fatturati delle aziende associate Univendita sono in crescita da quando l’associazione è nata nel 2010 –ricorda il presidente Ciro Sinatra–. È un risultato notevole, se pensiamo che in questi anni i principali indicatori economici sono stati costantemente in ribasso e che i canali del commercio al dettaglio tradizionale soffrono».
Infatti, secondo l'Istat, le vendite del commercio al dettaglio sono in calo del 3% nel primo semestre 2013: la grande distribuzione segna -1%, i piccoli esercizi commerciali -4,1%. Indicatore principe della criticità della congiuntura, il Pil vede una flessione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2012. A concorrere al dato la debolezza della domanda interna con un calo della spese nel secondo trimestre del 3,3% rispetto al 2012, dovuto a una diminuzione del 7,1% negli acquisti dei beni durevoli, del 3,3% dei beni di consumo e dell’1,8% di servizi.

Saldo positivo per le aziende associate Univendita anche sul fronte occupazionale: gli addetti alla vendita al 30 giugno erano oltre 67.000, in crescita del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2012. Si conferma la preponderanza della componente femminile, pari all’88,3%.

«L’andamento in controtendenza della vendita diretta merita qualche riflessione –conclude Sinatra–. Sono diversi i fattori che concorrono a determinare questo successo; accanto all’indiscutibile qualità dei prodotti e alla professionalità degli addetti alla vendita che sanno valorizzarli adeguatamente, il passaparola rappresenta un mezzo fondamentale per pubblicizzare un prodotto o un  servizio.Tesi confermata da una recente indagine globale realizzata da Nielsen, secondo la quale il 78% degli italiani hanno dichiarato di fidarsi, nel momento dell’acquisto, dell’opinione dei conoscenti».
Tra le ragioni che contribuiscono a spiegare questo trend –si legge nell’indagine– vi è l’esigenza di avere maggiori dettagli su prodotti e servizi prima di effettuare una scelta d'acquisto. Il passaparola risulta essere il canale più affidabile per il consumatore anche a livello europeo e mondiale (fonte Nielsen).