Centro vendite dirette: Dati economici

Rapporto della ricerca sulla vendita diretta a domicilio in Italia
a cura di Format Research
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Analisi delle vendite a domicio nel 2016 a cura del Centro Studi Univendita

Le vendite al finale consumatore (Iva inclusa) delle imprese associate Univendita nel 2016 sono pari a 1 miliardo e 643 milioni di euro, con un incremento del 2,5% rispetto al 2015. 
 
Dalla fondazione di Univendita, nel 2010, l'anno appena concluso è stato il settimo esercizio consecutivo di crescita.

Di seguito i dati suddivisi per settori merceleogici: 

Settore mercelogico 2015 2016 Variaz. ass. Variaz. %
Cosmesi e cura del corpo 283.942 288.303 4.316 1,5%
Alimentari e
beni di consumo 
287.589 297.079 9.490 3,3%
Beni durevoli casa 956.903 981.227 24.324 2,5%
Altri beni e servizi 75.105 76.898 1.793 2,4%
TOTALE 1.603.539 1.643.507 39.968 2,5%
(Dati in migliaia di euro)

I venditori a domicilio sono oltre 156.000, in crescita del 2,2% rispetto al 2015 e con una componente femmile pari al 93% del totale.
 
I risultati di Univendita soo migliori di quelli del commercio fisso al dettaglio che segna nel 2016 un minimo aumento dello 0,1% sul 2015 e che dal 2010 è diminuito del 4,8% (dati Istat). In particolare le vendite della grande distribuzione sono aumentate dello 0,5% rispetto a quelle dei piccoli esercizi commerciali che sono diminuite dello 0,4%. 

Fra gli indicatori macroeconomici, nel 2016 il Pil è aumentato dello 0,9%, mentre il tasso di inflazione registra una variazione negativa (-0,1%) rispetto al +0,1% del 2015: è dal 1959 che il nostro Paese non andava in deflazione.

L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è cresciuto nel 2016 dello 0,5% su base annua, mentre nel 2015 era cresciuto dell’1,6%: il tentativo di ripresa innescato nel 2015 segna quindi un rallentamento. Dato confermato dagli ultimi risultati dell’Outlook Italia Confcommercio-Censis, secondo i quali nel 2016 c’è stato un miglioramento della capacità di spesa delle famiglie, ma nel contempo il clima di fiducia è peggiorato creando una forte dicotomia tra reddito disponibile e fiducia. In una situazione del genere è difficile consolidare il trend di crescita dei consumi; per farlo occorrerebbe un intervento strtturale volto ad allentare la pressione fiscale.



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